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Il territorio

Porta San Biagio di Lanciano
Risale all’XI secolo. È l’ultima superstite delle nove porte che facevano parte della cinta muraria della città, che fu abbattuta all’inizio del XX secolo per favorire l’espansione urbana. Arroccata su di un costone molto ripido, è dotata di una luce di dimensioni ridotte sormontata da un arco a sesto acuto.

Porta Diocleziana di Lanciano
La porta è sita in Largo Paolo Tasso. Inizialmente aveva la funzione di accesso alla città, oggi, invece, unisce Largo Paolo Tasso con il Ponte Diocleziano. Forse è di origini medievali. La parte superiore sembra essere stata aggiunta in epoca più tarda. La porta è costituita da un solo fornice con mattoni a vista eccetto che alla base dei piedritti ove è costituita da pietra mista a mattoni. L’apertura della porta ha base trapezoidale con volta, arco a sesto ribassato esterno ed un arco a tutto sesto più piccolo interno. Una cornice marcapiano separa la parte inferiore da quella superiore con terminazione orizzontale. Sopra il fornice, delle lesene delimitano un vano rettangolare in cui vi è una finestra sul lato esterno ed un balcone su quello interno.[9]

Porta urbica di Via Umberto I di Lanciano
Sono poste all’inizio della via risalendo per le Torri Montanare. Trattasi di un accesso coperto mediante volta a botte introdotto da un arco a sesto acuto. La porta, verosimilmente, era collegata alla porzione delle mura cittadine site tra il quartiere Borgo ed il quartiere Sacca.

Torri Montanare di Lanciano
Sono un residuo dell’antica cinta muraria (XI secolo). Si compongono di due torri vicine tra loro: una torre d’avvistamento alta e snella, interna alle mura, ed un massiccio torrione angolare esterno; quest’ultimo risale al XV secolo. Il nome deriva dalla posizione molto panoramica (la vista spazia dal massiccio della Majella al Gran Sasso, passando per tutte le colline vicine ed arrivando fino al mare).

Torre aragonese di Lanciano
La torre è sita in Via Torrione. Mancano dati certi sulla sua costruzione, tuttavia il suo nome e le sue caratteristiche fanno pensare ad una fabbrica degli inizi del XV secolo. È stata eretta come presidio della cintura muraria, forse adeguando una costruzione preesistente. Con la distruzione della cinta muraria, la torre rimane quasi isolata. La torre è in mattoni. È di forma circolare con scarpa. Il coronamento è a beccatelli con mattoni a formare delle mensole di forma triangolare. Sui beccatelli vi sono dei fori utilizzati per i legni del solaio. La torre presenta delle feritoie.

Torre civica di Lanciano
La torre è sita in piazza Plebiscito. Attualmente funge da campanile e torre dell’orologio. Mancano dati sulla sua costruzione, però la costruzione sembra essere ottocentesca, forse costruita sul luogo ove sorgeva una torre preesistente. L’edificio è costruito con mattoni a vista. La facciata è costituita da delle coppie di lesene binate con capitelli dorici, ionici e corinzi. Su ogni piano vi è una trabeazione che funge da cornice marcapiano. Sopra il terzo livello, sull’attico è posto l’orologio.

Torre San Giovanni o della Candelora di Lanciano
La torre è sita in Via dei Frentani nel quartiere di Lanciano Vecchia. Dopo la distruzione della vicina Chiesa di San Giovanni ha perso le funzioni di campanile. Un’iscrizione sul campanile data la costruzione della torre al XIV secolo sicuramente dello stesso periodo della chiesa distrutta durante la seconda guerra mondiale e mai più riedificata, di cui la prima notizia risale al 1515 quando fu costituito il vescovato e fu assegnato il terzo stallo al relativo cappellano. La pianta è quadrangolare. I muri sono costruiti in ciottoli e arenaria sbozzata. Il laterizio viene utilizzato per le cornici marcapiano posto alla “cappuccina”. Rimangono pochi resti dell’ultimo piano ove erano le campane.

Monumenti Lanciano e dintorni
Fonte grande di Civitanova
Antica e grande fontana situata fuori dalla cinta muraria urbana, nella contrada di Sant’Egidio, detta “degli ortolani”, usata oltre che per l’approvvigionamento idrico e l’irrigazione degli orti, per il lavaggio dei panni. Fu ricostruita nel XIX secolo. Prende il nome dal vicino quartiere storico di Civitanova.

Fonte del Borgo
Antica fonte che prende il nome dal vicino quartiere Borgo.

Bifora di Via Santa Maria Maggiore
La bifora, sita sul palazzo di Via Santa Maria Maggiore 33 è realizzata in arenaria ed è l’unico elemento originario di un palazzo trecentesco. La bifora è composta di una colonna che sostiene due piccoli archi a più lobi, siti entro un arco ogivale posto sugli stipiti ed è ornato con motivi vegetali.

Porticato ex Zecca
È sito in Piazza Plebiscito. Risale verosimilmente ad un periodo tra il XIV ed il XV secolo. Delle catene e delle cerchiature sono poste a rinforzo delle precarie condizioni del fabbricato. Delle macchie e il parziale distacco degli intonaci è dovuto allo smog di autoveicoli ed all’umidità. È composto da quattro campate con volte a crociera. Sul lato strada vi sono degli archi a tutto sesto. Da citare una bassa colonna realizzata in mattoni che sorregge due arcate con capitello in pietra in stile medievale.

Portici comunali
Sono siti in Corso Trento e Trieste tra Palazzo Fantini e Palazzo Paolini-Contento. Sono stati costruiti nel 1927. Forse sono stati rimaneggiati e modificati specialmente nel locali sottostanti per aprire delle attività commerciali. Consta di un terrazzo scalare con pilastri squadrati posti su delle basi modanate. Sui pilastri sono poste delle mensole che sorreggono le architravi di ciascuna campata Su di questi si sorregge la balaustra del terrazzo del piano superiore in cui vi è un nastro con motivi floreali ed antropomorfi. Il lato di Piazza della Pietrosa consta di aperture con arco a tutto sesto al pianterreno mentre al primo piano vi sono dei locali irregolari con finestre.

Ponte dell’Ammazzo o di Lamaccio
Il ponte è sito nella via per Frisa tra Lanciano vecchia ed il quartiere Sacca. Il ponte ha origini romane. La costruzione è dovuta per il superamento del fosso Malvò e del collegamento tra il Colle della Selva, dove si formeranno i quartieri Sacca e Civitanova, ed il Colle Erminio, dove si formerà il quartiere di Lanciano Vecchia. Durante l’XI secolo vengono eseguiti dei lavori di sopraelevazione del ponte. Attualmente è visibile la parte a valle. Il ponte è composto da quattro arcate a tutto sesto poggianti su pilastri in pietra mentre le ghiere ed il parapetto sono in mattoni. La prima notizia è del 1061 quando è citato in un documento col nome di Ponte di Lamaccio in cui viene asserito che il ponte sorreggeva le mura della città. Una delle arcate è costituita da muratura di tompagno un’altra arcata è stata ribassata chiudendo così la luce. Tra il XIX ed il XX secolo il vallone sito a monte del ponte venne adibito a piazza del mercato. Il nome Lamaccio deriva da lama che in latino significherebbe palude verosimilmente indicante che nella zona, forse, c’era una sorgente, le cui acque ristagnavano e si impaludavano. La valle sottostante era denominata anche Malavalle poiché in essa immettevano le acque nere dei quartieri di Lanciano.

Ponte di Diocleziano
Il ponte è sito tra piazza Plebiscito e Largo Paolo Tasso. Inizialmente è stato utilizzato come passaggio pedonale, per carrozze ed animali mentre la zona sottostante è stato utilizzata come fondaco e rifugio per la guerra, poi come mercato del pesce gli ambienti a volta ospitano un auditorium. La costruzione risale al III secolo d.C. Il ponte, dopo il crollo di parte di esso, fu ricostruito con archi a sesto acuto e fu prolungato con l’aggiunta di due arcate e di due torri ai due lati. Nel 1429 verosimilmente vengono rinforzate ed allargate alcune strutture del ponte. Nell’inizio del XVI secolo il ponte viene ampliato per evitare il passaggio di carri e persone dentro la chiesa della Madonna del Ponte. Della fine dello stesso secolo è la costruzione di un corridoio. Il lato su pozzo Bagnaro è a cinque archi a sesto acuto in arenaria inscritti in archi a tutto sesto in laterizio. La muratura poggia su delle arcate sottostanti che forma un corridoio. Nel corridoio vi è l’auditorium.